Il ministro dell'istruzione, anche e non solo per far fronte al problema del bullismo nelle scuole, vuole reintrodurre la valutazione disciplinare come parte integrante della vautazione utile ai fini della promozione o della bocciatura...io sono favorevole!
L'educazione non deve essere un privilegio per pochi eletti, figli di famiglie agiate che possono permettersi di pagare la retta delle scuole private, ma deve essere un pregio, una qualità di tutta la popolazione, anche di quella delle periferie!
Io ho lavorato per cinque anni nel mondo dell'educaizione, con bambini e ragazzi dalle elementari alle medie, e vi posso garantire che ho trovato ovunque (sia in periferia che nei quartieri agiati) solo ignoranza e violenza, non solo verbale. Forse è ora di finirla con questo sistema che educa all'odio dell'autorità e alla mancanza di rispetto: le idee possono non essere condivise, ma si può dialogare; oggi, invece, i giovani non ammettono il no e non ammettono di essere ripresi...come pretendiamo che possano crescere sani ed equilibrati?! Non oso immaginare cosa potrebbe accadere andando avanti con questo degrado crescente...siamo arrivati al punto che i giudici che ci danno torto sono stupidi e cattivi!!!

«Gli insegnanti oggi sono impotenti. Anche di fronte a comportamenti che degenerano nella violenza. Dobbiamo ridare ai docenti strumenti adeguati per combattere il bullismo e soprattutto per ripristinare il principio dell’autorità nella scuola».Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, è convinta della necessità di reintrodurre, anche se in forma diversa dal passato, la valutazione del comportamento degli studenti. «Non si tratta di riproporre il sette in condotta, non è questo il punto - spiega -. Di fronte al ripetersi di gravissimi episodi di bullismo, accanto alla disponibilità a capire ed affrontare il disagio di tanti giovani, va pure ristabilito il principio di autorità, dando strumenti adeguati ai docenti. Nei casi estremi è possibile prevedere la bocciatura per comportamenti inaccettabili».
La Gelmini si dice pronta ad un confronto con studenti ed insegnanti per studiare le modalità attraverso le quali valutare il comportamento degli alunni. «Sulle forme di applicazione si può discutere - avverte il ministro -. Ma sul principio no. Anche in nome del semplice buon senso: va ristabilito il rispetto dell’autorità».
Soprattutto questo manca nella cultura del nostro disgraziato paese: il rispetto dell'autorità (non come accettazione passiva di un'imposizioe autoritativa, ma come necessario conferimento dei poteri ad un'organizzazione che garantisce l'ordine, la disciplina e il rispetto dell'altrui libertà!) a cominciare dalla scuola si odia l'autorità, poi si passa negli stadi ad odiare i celerini, nelle strade alla guida delle auto si odiano i vigili e la stradale, nel mondo del lavoro si odia il capo, ecc...
Il voto di condotta, che già allora non era comunque più un voto ma un giudizio, venne abolito nel 1998 dal ministro dell’Istruzione, Luigi Berlinguer (grazie ministro per aver contribuito a dieci anni di degrado crescente nelle nuove generazioni!), che tolse dai curricola scolastici, cioè dall’insieme delle materie da valutare obbligatoriamente ai fini della promozione, proprio il voto di condotta. Già l’ex ministro Letizia Moratti aveva evidenziato la necessità della sua reintroduzione. Il predecessore della Gelmini, Giuseppe Fioroni, si era limitato a prevedere pesanti sanzioni disciplinari ed economiche proprio per contrastare gli episodi sempre più frequenti di teppismo e bullismo negli istituti.
La Gelmini infine sottolinea pure come, proprio attraverso la scuola, si possa venire incontro alle richiesta di aiuto di tante donne, soprattutto immigrate, che subiscono soprusi e violenze anche psicologiche, intercettando sul territorio le loro richieste di aiuto.
Sono in molti a condividere con la Gelmini l’idea che un ritorno del giudizio sul comportamento sarebbe salutare per la scuola. Il presidente dell’Anp, Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado si dice favorevole e ritiene «opportuno» valutare il comportamento anche se «tornare semplicemente al passato sarebbe difficile». Per Rembado occorre «individuare modalità adeguate per ridare peso a questa valutazione aggiuntiva».
Si dividono studenti e genitori. Sul fronte dei movimenti di ispirazione cattolica, come il Moige e gli Studenti cattolici, l’apprezzamento è totale: sì al ripristino del valore oggettivo del voto in condotta, sì a regole chiare e condivise da tutti. Rete degli studenti, Uds e Genitori democratici invece parlano di un inaccettabile ed inutile ritorno al passato.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276137